Antiche storie per il futuro della Laguna: il progetto YouInHerit a Venezia.

Marco Polo System You In Herit Project

 La narrazione lagunare dei mestieri antichi. Il progetto YouInHerit a Venezia.

Non c'è storia senza storie... Seguici, da novembre 2016 a maggio 2019 (tanto dura il progetto europeo YouInHerit) in un viaggio ideale tra le storie degli antichi mestieri del microcosmo lagunare, piccoli episodi per mitologie dalle radici antiche, che faranno da serbatoio per nuove opportunità per l'occupazione giovanile

 

Marco Polo System Venice Youinherit Project

YouInHerit, inserito nella programmazione Interreg Central Europe, vede Marco Polo System tra i ben tre partner italiani, insieme a Regione Veneto e la onlus Civiltà dell'acqua, insieme a Croazia, Polonia, Slovenia, Ungheria (capofila con la municipalità di Budafok-Teteny). Due i pilastri: giovani e mestieri tradizionali. 

 

Più di un secolo a costruir barche: lo squero Roggio

More than a century of shipbuilding: squero Roggio

4 maggio 2017

YouInHerit project Marco Polo System

The Veneto region was still being ruled by the Austrians (1866), when the Roggio family, shipbuilders originating from the province of Treviso, obtained a licence for setting up a shipyard in Mestre. This was to be built on the banks of the Canal Salso, an important man-made waterway that served as the main river gateway for goods and passengers directed to and from Venice. The Roggio shipyard was one of many such places located along the dense network of internal river waterways that had been in active use for centuries across the Po Valley and the planes of Veneto and Friuli. It was also one of the last ones to close down, in the Seventies. The Roggio shipyard saw the launch of several typical Venetian flat-bottom boats, such as “burchi”, “caorline” and, between the two World Wars, at least one large “trabaccolo da cabotaggio”. Such impressive output acknowledges the high degree of specialisation of the shipyard’s artisans and the capacity to use nothing but work to pass down knowledge and expertise from one generation to the next. 

Nel Veneto governavano ancora gli austriaci (1866), quando la famiglia Roggio, barcari originari della provincia di Treviso, ottenne la licenza per la costruzione di uno squero a Mestre lungo le sponde del Canal Salso, importante corso d'acqua artificiale che costituiva il principale porto fluviale di partenza o arrivo di uomini e merci da e per Venezia. Lo squero dei Roggio era uno dei tanti che si trovavano distribuiti lungo la fitta rete delle linee di navigazione interne fluviali che per secoli sono state attive nella pianura padana e veneto-friulana, e sarà uno degli ultimi a chiudere la sua attività alla soglia degli anni Settanta del 1900. Dallo squero dei Roggio uscirono burchi, caorline e perfino, tra le due guerre mondiali, almeno un grande trabaccolo da cabotaggio, testimonianza dell'altissima specializzazione di questi artigiani e della capacità di tramandare conoscenze e abilità attraverso la semplice pratica del lavoro.

 

Barche senza mare. Il canal Salso e il porto scomparso di Mestre - 

Boats without sea. The Salso canal and the disappeared port of Mestre - 

15 aprile 2017

 

YouInHerit Marco Polo System Storytelling

Solo nel 1337 Mestre, fino ad allora borgo appartenuto alla città di Treviso, diviene parte integrante dei domini della terraferma veneziana. Quasi subito il governo della Serenissima decide lo scavo di un canale navigabile artificiale: la "Fossa Gradeniga", l'attuale canal Salso, scavato tra il 1341 e il 1362. Il canale sarà destinato a veicolare uomini e merci dalla terraferma alla città di Venezia e viceversa. Quella che oggi è denominata Piazza 27 ottobre, per tutti i mestrini è "Piazza Barche", così chiamata perché fino agli inizi degli '30, quello era il luogo di un importante scalo fluvio-lagunare. Fuori dal castello di Mestre e lungo il canale cresce la nuova città con la sua economia fatta di commerci e di trasporti, testimoniati oggi dalle moltissime e suggestive immagini che ci restano.

Only in 1337 Mestre became part of the Venetian domains in the mainland, until that moment, the village belonged to the city of Treviso, 30 km away from Venice. Soon, Serenissima government decided to dig a canal, a new waterway named “Fossa Gradeniga”, that nowadays is called “canal Salso”, created between 1341 and 1362. This new waterway will be used to convey people and goods from the mainland to Venice and vice versa. The place where it has been built the main river-lagoon port, today is named “Piazza XXVII ottobre”, but all people call it “Piazza Barche”, i.e. “Boats square”, due to its importance for the Navigation unitll the Thirties. Outside the castle of Mestre and along the canal grows the new city with its economy made up of trade, crafts and transports, that today is witnessed by a lot of pictures and images. 

 

Squeraroi e maestri d'ascia, un'epica professionale tramandata nei secoli - 22 gennaio 2017

Sono gli "Squeraroi" gli artigiani che con le loro diverse specialità si occupano della costruzione delle imbarcazioni nei piccoli cantieri, tramandandosi quasi sempre il sapere e la professionalità di padre in figlio. Tra di loro ci sono i "Calafà", i "Segati", i "Remeri", i "Canevini", addetti, in ordine, al calafataggio, alla lavorazione dei tronchi per ridurli in tavole, alla produzione dei remi, alla produzione dei cordami. Accanto, o anche gerarchicamente superiori a queste figure c'erano i "Marangoni" (falegnami e carpentieri), i "Favari" (fabbri) e soprattutto i "Proti" o "Protomastri", quelli che oggi chiamiamo "mastri d'ascia", i veri depositari del sapere tecnico che sopraintendevano all'impostazione delle nuove imbarcazioni o alle loro riparazioni. La trasmissione diretta e orale delle competenze e delle conoscenze ha portato alla quasi totale assenza di documentazione tecnica e di progetto tanto che i segreti della progettazione e della costruzione, soprattutto per i natanti della acque interne restano ancora al giorno d'oggi quasi dei misteri. Ed ecco perché queste conoscenze vanno salvate e tramandate dando l'opportunità a giovani di imparare questo antico mestiere.

 

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Squeri, cantieri, arsenali nel mondo lagunare - 29 dicembre 2016

marco polo system storytelling

I luoghi di costruzione dei mezzi di navigazione avevano una grande diffusione sul territorio, dato che gli “squeri”, intesi come i laboratori artigianali per la costruzione, riparazione e manutenzione delle barche avevano bisogno di poco. Era sufficiente un'area libera lungo una delle tantissime vie fluviali che attraversavano il Veneto e più in generale la pianura Padana. Una loro definizione puntuale in base alle dimensioni e alle capacità produttive viene per la prima volta introdotta durante la dominazione austriaca della prima metà dell'Ottocento, attribuendo la definizione di “cantiere” alle aree di almeno 290 mq, il minimo necessario per la costruzione di imbarcazioni di 100-200 tonnellate di portata, e di “squero” ai piccoli e medi cantieri privati per la costruzione e riparazione di imbarcazioni d'uso civile. Si tratta comunque di una distinzione indicativa, mentre l'unica definizione certa era invece quella di “arsenale”, inteso come cantiere pubblico per la fabbricazione di navi da guerra o di proprietà pubblica. A Venezia poi era praticata un'ulteriore distinzione tra “squeri da grosso” e “squeri da sotil” dove i primi erano specializzati nella costruzione di barconi da carico da madio e grosso tonnellagio, collocati perciò per ragioni di spazio ai margini della città; i secondi, invece, nella la realizzazione e manutenzione dei piccoli natanti a carena piana, che trovavano spazio nel cuore del centro abitato come nel caso di S. Trovaso e Tramontin. ancora funzionanti.

 

 

“Quell’artefice che lavora e costruisce barche” - 15 dicembre 2016

La navigazione interna fluviale e lagunare nell'area alto adriatica vive, ininterrotta, per secoli e arriva direttamente agli anni '60 del XX secolo, quando strade e trasporto su gomma prendono il sopravvento sul trasporto acqueo e ferroviario. Lungo il Po, nelle lagune di Venezia e Marano e lungo i fiumi a queste affluenti, interi borghi e nuclei familiari vivono dei mestieri di "Barcari", "Cavallanti" o "Squeraroli"; "Quell'artefice che lavora e costruisce barche" , così lo definisce Giuseppe Boerio nel Dizionario del dialetto veneziano, del 1856. Squeri da costruzione erano diffusi lungo tutta la rete della navigazione interna, non solo nella città di Venezia, dove continuano a sopravvivere e a lavorare, a volte apparendo quasi come dei monumenti di sé stessi, ma anche lungo la rete fluviale a Limena (Padova), Dolo (Venezia), Padova, Battaglia Terme (Padova), Chioggia (Venezia), Portegrandi (Venezia), Loreo (Rovigo), Adria (Rovigo), Fossalta di Piave (Venezia), S. Pietro in Volta (Venezia), Pellestrina (Venezia), Boretto (Reggio Emilia), Pescantina (Verona), Mestre (Venezia), Portogruaro (Venezia), Governolo (Mantova), Comacchio (Ferrara), Cremona. Una vera costellazione dei luoghi del sapere che può e deve tornare a vivere. 

 

Marco Polo System Storytelling  

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I vostri scafi non temono gli aspri colpi di vento – 30 novembre 2016

La navigazione interna nell'area alto adriatica affonda le sue radici nell'antichità classica. Si è  sviluppata in un'area che, tra foci, lagune e fiumi metteva in collegamento diretto Ravenna con Aquileia, senza soluzione di continuità,. L'arte della navigazione sviluppata dalle popolazioni venete in queste acque è raccontata  dal geografo greco Strabone (64 a.C.d.C:), da Plinio il Vecchio (23 d.C:-79 d.C:) e con una descrizione davvero suggestiva da Cassiodoro (485 d.C:-580 d.C:) :" .... Voi avete a disposizione un altro percorso, sereno e costantemente sicuro. Infatti, se a causa dei venti infuriati il mare risultasse impraticabile, si apre per voi la via traverso la felicissima rete dei fiumi. I vostri scafi non temono gli aspri colpi di vento: con la massima sicurezza sfiorano i fondali senza mai correre il rischio di sciarsi (...). Da lontano sembra quasi che si muovano attraverso i prati, perché non si riesce a vedere il canale in cui stanno navigando".

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Laguna di Venezia, “acqua di mezzo” per il futuro dei mestieri antichi – 19 novembre 2016

La grande cantieristica navale a Venezia ha le sue radici naturali nello straordinario spazio del suo storico Arsenale, uno dei più grandi al mondo, nei cui bacini furono costruite navi fino allo scoppio della prima guerra mondiale. La produzione navale ha dovuto nei secoli adattarsi alle nuove tecnologie passando dagli scafi a remi ai grandi vascelli a vela, per arrivare ai piroscafi e, oggi, alle enormi navi da crociera o “RO-RO”. A Venezia, però, e tutto attorno alla laguna e ai corsi d'acqua ad essa affluenti, tanti piccoli cantieri hanno continuato per secoli a produrre altre imbarcazioni atte a navigare queste acque particolari. Imbarcazioni dai nomi speciali che ancora oggi vivono la loro vita: Sandali, Puparini, Saltafossi, Mascarete, Batele, Caorline, Topi, Peate, Burci; alcune, nate per i trasporti, si stanno convertendo ad usi turistico-ricreativi, ma tutte abbisognano di riparazioni, rimessaggi, sistemazioni. Tutte necessitano di nuovi, giovani artigiani che sappiano riprendere un mestiere che è frutto di secoli di tradizioni e conoscenze. Seguici anche su Facebook.

Marco Polo System Antichi Mestieri YouInHerit Project

Marco Polo System Antichi Mestieri YouInHerit Project

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Marco Polo, i maestri d'ascia e la grandezza serenissima - 4 novembre 2016

Marco Polo was maybe the first venetian storyteller. Telling us the stories of his travels he not only taught of us a lot of new things about Far East world, but he also created an Epic made of stories, arts, crafts, legends. In the same way, Marco Polo System Geie is going to create a storytelling that aims to involve you in the world of venetian ancient crafts, in particular shipyards and shipwrights’ one. Venice is famous all over the world for having been the Maritime Republic everybody knows. Strong of its extraordinary arsenal and powerful navy, Venice for centuries excelled in the Mediterranean sea. The Serenissima’s majesty is connected with its Lagoon, thousands of boats for centuries have sailed the canals and the rivers of the lowland. The construction of these traditional boats was due to hundreds of craftmen, mastri d’ascia (shipwrights), calkers (calafati), sawyers (segantini). They used to work in many small shipyards where they invented, produced and maintained this small, big navy. Nowadays the youngsters can lead the rebirth of these ancient crafts and trades.

You In Herit Marco Polo System Forte

You In Herit Marco Polo System Ancien Crafts

You In Herit Marco Polo System Crafts

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  • 14 Novembre 2017 Giovani e mestieri tradizionali. L'Europa in Laguna con YouInHerit. Dissemination event al nautico Cini |16.11.2017 https://t.co/l8hYoG4bnu
  • 06 Novembre 2017 Press Review - Marco Polo a Burano. Pettenò: "Dal Comune accanimento e sprechi" - Il Gazzettino 06.11.17 https://t.co/nc3HWa39xS
  • 05 Novembre 2017 Marco Polo System a Burano. Pettenò: “Persecuzioni. Brugnaro manda al confino la Venezia europea". | press release… https://t.co/m8eaZysoYx
  • 05 Novembre 2017 Press Review - Marco Polo, una sede a Burano. Pettenò: "Perseguitati" - La Nuova Venezia 05.11.17 https://t.co/FyNVKuEXfD
  • 01 Novembre 2017 IUAV e Marco Polo System: i Forti e il paesaggio in trasformazione a Forte Marghera per nuove ricerche di studio https://t.co/lSKdKjAzgf

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